2053
Italia, 2053.
Il mio amico Marco compie gli anni e la prossima domenica pomeriggio siamo tutti invitati da lui. Si festeggerà come al solito, bevendo, mangiando e chiacchierando.
Ricordo che nel 2012 ancora c’era l’abitudine di portare regali al festeggiato. Oggetti fisici che venivano prodotti, portati nei negozi, quindi acquistati, reimballati (con carta e fiocchetti), regalati e quindi, qualche volta, riciclati.
Sono così contento che oggi, nel 2053, presentarsi a casa di qualcuno con un oggetto fisico sia considerata scortesia. Ma per chi mi hai preso, per una discarica? Un magazzino? Un deposito merci?
Oggi siamo nel 2053 e siamo completamente smaterializzati. I libri si prestano inviandosi file per posta elettronica. La musica si condivide con chiavette USB. I film si prendono in biblioteca grazie alla banda larga.
Nelle case ci sono pochi oggetti, l’essenziale per operare con il mondo materiale.
In giro c’è meno confusione, la nostra visione più chiara. Con meno distrazioni abbiamo più tempo da dedicare a noi stessi e agli altri.
I regali si fanno tramite voucher spendibili nei negozi online dove si possono acquistare libri, film, musica o anche qualche oggetto fisico, se proprio è necessario. Ma è il festeggiato a deciderlo. E a scegliere il modello e il colore di quello che gli aggrada.
Poi ci sono i voucher che non esprimono un valore economico, ma di tempo. Questi sono invece spendibili direttamente presso le persone e sono emesse dalle Banche del Tempo. Così il festeggiato può decidere di farsi cucire un orlo ai pantaloni, oppure farsi fare un lavoro di falegnameria.
