La Via del Guerriero

Shambhala – la via sacra del guerriero

con un commento

Il regno magico di Shambhala è un luogo leggendario della mitologia tibetana sede di una società illuminata. L’autore, Chögyam Trungpa, se ne serve come strumento per veicolare il proprio insegnamento buddhista. Questo maestro di meditazione lasciò il Tibet alla volta dell’India, e poi degli Stati Uniti, a seguito dell’invasione cinese del suo paese. Personaggio in qualche modo controverso, ha contribuito molto alla diffusione del buddhismo tibetano, ma si è reso anche protagonista di episodi spiacevoli. È morto nel 1986 in seguito a problemi legati all’alcolismo [*].

Oggi la sua tradizione continua nel tempo e si è identificata sempre di più con la visione Shambhala, a cui sono dedicati centri di formazione diffusi nel Nord America, in Europa e non solo.

Il libro di Trungpa è suddiviso in tre parti: Come essere un guerriero, Sacralità: il mondo del guerriero e Presenza autentica. Si tratta di un testo estremamente interessante, dato che riesce a veicolare in modo chiaro e progressivo i numerosi concetti che stanno alla base della visione Shambhala, che non è altro che, a mio avviso, quella del Guerriero come intesa da questo blog.

Attraverso elementi mitologici, che possono essere intesi in modo metaforico, viene costruito un dizionario di concetti che consentono all’autore di strutturare la propria esposizione in modo più efficace. Gli elementi chiave sono discussi in modo esaustivo, senza però cadere nella noiosità dell’eccessiva ripetizione. Il testo risulta quindi facilmente assimilabile e godibile.

Il libro è scritto in modo semplice e diretto e il lettore con una minima esperienza della Via del Guerriero ci ritroverà il proprio vissuto. Si ritroveranno anche elementi espressi, con altre parole, in altri libri che parlano di buddhismo. La modalità di presentazione di questo specifico testo è però particolarmente interessante e avvicente.

Il presupposto da cui parte l’autore è che esiste una saggezza umana di base, svincolata da specifiche religioni, culture o dalla posizione geografica. È una tradizione che può essere d’aiuto per risolvere i problemi del mondo. Il guerriero di Shambhala è preso dalla parola tibetana pawo, che significa letteralmente “colui che è coraggioso”. Si tratta quindi di affrontare le proprie paure e integrarle, mantenendo una vigilanza costante; di non appoggiarsi a niente e nessuno, tranne che a sé stessi.

Sulla base di questa premessa, l’autore descrive un percorso, quello del Guerriero, che lo porterà ad affrontare tutti gli ostacoli della Via, come la paura, la superbia o le abitudini, fino al nemico ultimo, interiore, il proprio ego.

Informazioni

Chögyam Trungpa, “Shambhala – la via sacra del guerriero”, Ubaldini Editore – Roma

144 pagine b/n, €10,5. EAN 9788834008263. Edizione 1985

Piano dell’opera:

  1. Creare una società illuminata
  2. Scoprire la bontà fondamentale
  3. Il cuore genuino della tristezza
  4. Paura e assenza di paura
  5. Sincronizzare corpo e mente
  6. L’alba del Grande Sole d’Oriente
  7. Il bozzolo
  8. Rinuncia e coraggio
  9. Celebrare il viaggio
  10. Lasciar andare
  11. L’attimo presente
  12. Scoprire la magia
  13. Come invocare la magia
  14. Superare l’arroganza
  15. Superare i modelli abituali
  16. Il mondo sacro
  17. Gerarchia naturale
  18. Come governare
  19. Il monarca universale
  20. Presenza autentica
  21. Il lingnaggio Shambhala

Note

[*] Spesso si associa la validità di un’idea al carisma e all’integrità di chi la sta comunicando. Si dice che si compra la persona, non solo i concetti che propone. Ma questo è un ragionamento sbagliato, che pone un tranello. Ho letto il libro senza sapere chi fosse l’autore, e ho sottoposto le sue parole al mio cuore. Mi convince? Non mi convince? Propone un ragionamento coerente e strutturato? Le sue idee sono condivisibili e auspicabili? Trovo convergenze con altri autori che parlano di argomenti simili? Quello che viene proposto “funziona”, è intelleggibile? Non mi interessa sapere se l’autore fosse un uomo o un santo. Siamo tutti uomini, con i nostri limiti e i nostri difetti.

Condivido quanto scritto nel libro, quindi mi sento di consigliarne la lettura.

Scritto da Max

7 aprile 2010 a 8:47 am

Pubblicato in libri

Una Risposta

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  1. [...] completamente diverso dal percorso tracciato da altri testi, saggi e non romanzi, come per esempio Shambala – la via sacra del guerriero. Il libro di Bradford si muove in un contesto in cui il dō non ha preso il posto del jutsu: dove [...]


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