La Via del Guerriero

Archivio per maggio 2010

Qualche idea per il rispetto dell’ambiente

lascia un commento »

photo credit Wink Wendell.

Una delle filosofie alla base della Via del Guerriero, come della cultura orientale, è il taoismo. Una delle caratteristiche di questo modo di vedere la vita è l’empatia con l’ambiente e la natura. Per esempio, i taoisti ritenevano che le grandi montagne, come anche altri luoghi naturali particolari, fossero sede di una forte energia universale.

È naturale quindi sviluppare una sensibilità all’ambiente e alla natura e cercare di fare quello che si può per contribuire alla salvaguardia della terra. A più riprese si sentono dai media tentativi di sensibilizzazione a queste problematiche (il post precedente contiene proprio un riferimento in merito), con proposte di vario genere, dai suggerimenti spiccioli alla promozione di iniziative di una certa complessità, che mirano a congiungere gli sforzi di più persone.

Tra le diverse cose, qui è disponibile un servizio per calcolare il proprio impatto in termini di produzione di CO2 con la possibilità di contribuire economicamente alla riforestazione di zone del mondo in modo da compensare il proprio consumo annuo. Si tratta ovviamente di un’iniziativa lodevole, ma sono convinto che si possano trovare piccole e semplici soluzioni per ridurre il proprio impatto, invece di compensarne uno più alto. Spesso questo singifica anche risparmiare del denaro.

Qui di seguito ci sono alcune cose su cui sto lavorando; non si tratta di idee così originali o innovative, però può essere utile condividerle, dato che possono rivelarsi un spunto per passare all’azione (si consideri che chi scrive abita nell’hinterland di una grande città).

  1. Invece di usare la macchina per andare al lavoro, verificare se è possibile utilizzare la bicicletta. L’autovettura è il mezzo che tipicamente viene indicato come responsabile dell’inquinamento atmosferico. Beppe Grillo la chiama “stufa con le ruote”. In realtà il riscaldamento delle abitazioni (nelle città) e gli allevamenti intensivi (se consideriamo il mondo nella sua totalità), sono fonti ancora maggiori d’inquinamento. Detto questo, se è possibile evitare di utilizzare la macchina è meglio, anche perché così si fa un po’ di attività fisica. Ho studiato il percorso che faccio per andare al lavoro e ho visto che tre quarti della strada è percorribile anche in bicicletta (utilizzando anche le mappe satellitare di Google per individuare le zone più verdi, anche se una ricognizione sul posto è spesso più utile — altra risorsa utile è piste-ciclabili.com); è possibile per lunghi tratti passare per strade molto ampie, oppure costeggiando verde pubblico o addirittura attraversare zone verdi attrezzate. Non è come una passeggiata in montagna, ma la differenza di qualità dell’aria si sente, soprattutto al mattino. Quindi carico la bici nel bagagliaio, faccio il tratto percorribile solo in macchina, quindi parcheggio, scarico e inforco la bici e via.
    Inoltre, questa stagione è ottima perché il riscaldamento centralizzato delle abitazioni è spento, il sole è tornato a splendere e le giornate si sono allungate. Nonostante il meteo favorevole, la mattina indosso una giacca impermeabile leggera, in modo da non bagnarmi in caso di acquazzone. Nello zainetto frutta, documenti e la maglietta di ricambio. Andando piano e con l’aria fresca non si suda eccessivamente (è comunque consigliabile darsi una sciacquata all’arrivo); al ritorno si può fare più sprint e magari allungare il percorso. Il lato negativo è che bisogna lavare più spesso i vestiti, che ovviamente si sporcano prima rispetto a se si andasse solo in macchina, fermi e seduti.
  2. Impiegare una salvietta riutilizzabile al posto di quelle di carta. In molti uffici ci sono gli asciugamani di carta monouso, che sono igenici, ma che producono molta spazzatura. Dato che mi lavo le mani abbastanza spesso, ho notato che veniva sprecata molta carta. Allora ho deciso di portarmi un asciugamano personale, di ridottissime dimensioni, che uso solo per asciugare le mani una volta pulite. Lo riporto a casa con me quando esco dal lavoro. È vero che poi anche questo deve essere lavato, ma il risparmio di carta è evidente.
  3. Dove indicato e possibile, utilizzare lampadine a risparmio energetico. Si dice che non siano tutte rose e fiori, e che il futuro sia nei Led. Uno studio recente ha evidenziato come a breve distanza possano essere pericolose. Questo tipo di lampadine presenta anche altri problemi, come la presenza di mercurio. Però, oggi sono una delle alternative possibili per la riduzione del consumo di corrente elettrica, e quindi di risorse naturali. Si consideri però che l’impatto dell’illuminazione nel consumo energetico casalingo è stimato in un misero 15%. Utilizzo le lampade a risparmio energetico in quelle stanze a frequentazione prolungata, come la cucina, dove si sosta per un lasso di tempo più lungo. Nelle zone di passaggio, come i corridoi, dove le luci rimangono accese per un tempo più breve, le lampade a risparmio energetico sono meno indicate, dato che hanno una lunghezza di vita proporzionale al numero di accensioni.
  4. Mangiare una bistecca in meno, per risparmiare risorse. Diversi studi hanno messo in evidenza come il consumo di carne animale sia responsabile della maggior parte di emissione di CO2 (considerando l’allevamento intensivo e il trasporto). Gli allevamenti sono inoltre responsabili di inquinamento ambientale e consumo di risorse naturali, come l’acqua. Sul sito www.Cambiamenu.it ci sono alcune statistiche presentate in modo graficamente gradevole. Senza per forza dover cambiare sostanzialmente la propria alimentazione, è bene sapere che mangiare una bistecca in meno alla settimana non solo gioca a vantaggio della nostra salute, ma contribuisce a risparmiare le risorse ambientali.
  5. Comprare meno cose. Mi sono espresso in passato sull’importanza della semplificazione della propria vita, sul focalizzarsi su quello che è veramente importante per noi. Lo stesso concetto si applica all’acquisto di oggetti: meno cose compriamo, più abbiamo la casa sgombra, meno confusione viviamo. Incidentalmente, la riduzione dei consumi produce un effetto positivo sull’ambiente, dato che si stimola una contrazione della produzione.

Consumare meno, utilizzare tecnologie vecchie (bicicletta). Cosa ne è della crescita economica e del benessere prodotto dalla relativa ricchezza? Dopo decenni di crescita sconsiderata e a scapito dell’ambiente guardo con fiducia alla decrescita sostenibile, come modo nuovo per ritrovare un’armonia e un bilanciamento tra le esigenze di oggi e quelle di domani.

Sistemi economici a parte, tutti quelli che lo desiderano possono fare qualcosa per l’ambiente. Anche a partire da oggi.

Scritto da Max

19 maggio 2010 alle 8:00 am

Pubblicato in ecologia e ambiente

Taggato con

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.