Archivio per settembre 2011
La valigia minimalista
Poco prima di partire per le vacanze mi è capitato di leggere un post molto interessante di ZenHabits.net. Un articolo capitato decisamente a fagiolo. Leo parlava del suo modo di viaggiare leggero e descriveva il (limitato) contenuto della sua valigia. Solo tre jeans e tre magliette, per vacanze di durata variabile: quando un indumento diventa sporco, lo lava a mano nel bagno dell’appartamento o della camera d’albergo.
Come spesso accade per gli articoli di questo interessante blog, il suggerimento mi ha subito stimolato e ho deciso di applicarlo immediatamente, dato che in quei giorni stavo preparando le valige per le vacanze.
Diversamente da Leo, la mia motivazione non è solo o soprattutto quella di seguire uno stile di vita minimalista. Nel mio caso la presenza di un bimbo piccolo ha moltiplicato la quantità di materiali e bagagli che ci portiamo dietro in ogni spostamento. Scorta di pannolini, vestitini, giochini e una miriade di altre cose, piccole o voluminose, quest’estate hanno contribuito a far sembrare la nostra autovettura un missile pronto per il decollo, tanto era il peso sul semiasse posteriore.
Ho deciso quindi di intervenire sui miei bagagli, cercando di ridurli all’essenziale. D’altra parte, è da diversi anni che noto come sia io che la mia compagna tendiamo a portarci molte più cose di quelle che effettivamente poi utilizziamo. Ero abituato a stipare nella valigia un certo numero di magliette, pantaloni corti e lunghi e qualche felpa anche pesante perché, anche al mare, “non si sa mai”.
Nella realtà, spesso mi trovato a riutilizzare le stesse magliette e a non toccare affatto quei capi portati “per sicurezza”.
Fino a quando lo spazio disponibile era sufficiente, il surplus di bagagli era anche accettabile, ma ora che lo spazio fisico si sta esaurendo bisogna cercare qualche soluzione.
Per questo motivo ho ridotto notevolmente la quantità di vestiti e accessori inseriti in valigia, anche se non sono arrivato ai livelli di Leo. Questo è dovuto al fatto che ho delle passioni e delle attività a cui dedicarmi in vacanza che richiedono delle attrezzature (fotografia, trekking). Leo, oltre ai vestiti, mette in borsa un computer portatile, uno dei pochi oggetti che non gli servono strettamente a vestirsi. Io invece mi sono portato appresso la macchina fotografica con i relativi accessori, le scarpe da trekking e vestiario annesso (e alcune altre cose).
In compenso ho limitato decisamente il comparto dei vestiti “tradizionali”, riducendolo drasticamente.
Come ha funzionato?
Direi bene. Il timore di esaurire i vestiti si è dimostrato infondato, anche con questa valigia minimalista. E anche questa volta sono tornato a casa con capi che non ho indossato neanche una volta. È il sintomo del fatto che si può ancora ridurre il carico.
Ecco la nuova sfida, per le prossime vacanze: una sola valigia. Che contenga tutto, dai vestiti agli accessori, dalle cose per il bagno a quelle per le passioni (come la fotografia). Sarà possibile?
Quel che è certo è che fino a quando non si fa un lavoro di consapevolezza, anche l’inessenziale ci sembra indispensabile; ma a ben pensarci, quello che serve veramente è molto poco e magari non è quello che pensavamo fino a un minuto prima.
È una considerazione più vasta, anche se parte da una semplice valigia.
