La Dieta del Guerriero 2: le linee guida
Nella prima parte di questa serie abbiamo evidenziato come la comunità scientifica abbia raccolto, nel corso di molti anni di lavoro, le conoscenze dimostrate e verificate nel campo della nutrizione. La dieta più salutare per l’uomo è quindi quella individuata da queste nozioni.
Non serve quindi comprare il libro del nutrizionista alla moda: è sufficiente seguire le linee guida nazionali, disponibili gratuitamente. Ogni Stato ne ha di proprie e in Italia c’è un sito dedicato a promuoverle e diffonderle. Se si consultano quelle statunitensi o australiane si potranno trovare grossomodo gli stessi contenuti.
Cambiando paese (e quindi cultura gastronomica e abitudini) si potranno trovare indicazioni leggermente differenti, ma tutte orientate a spingere verso la stessa direzione. Due esempi: in alcune piramidi alimentari sudamericane ci possono essere le empanada e il dulce de leche, che noi non abbiamo perché abbiamo altri cibi con gli stessi contenuti di glucidi, lipidi e polipeptidi; agli statunitensi invece si consiglia di bere meno latte, non perché faccia male, ma solo perché loro ne bevono molto più di noi.
Questo insieme di conoscenze noi italiani la chiamiamo Dieta Mediterranea, ma è tutto sommato un’operazione di branding.
Perché se è vero che è lo stile di vita dei popoli del mediterraneo a inizio (fino a metà) del secolo scorso quello più studiato e che è stato riconosciuto come il più salutare possibile, è anche vero che non si discosta molto da quello, per esempio, che seguivano dall’altra parte del mondo sull’isola di Okinawa. Che qualche ricercatore nostrano si lancia a definire comunque “mediterranea”, in virtù delle similitudini pratiche ma nonostante il fatto che tra il Mar Mediterraneo e quello del Giappone ci passa un continente.
Inoltre, durante il secolo scorso si è aggiustato il tiro: è stato introdotto il consiglio a ridurre le carni rosse, il suggerimento di limitare o evitare quelle conservate, quello relativo alle bevande alcoliche: se sì solo un bicchiere al giorno (e solo per chi non prende medicine), niente fumo (e poco arrosto vorrei aggiungere). C’è una precisa indicazione delle porzioni di latticini (intesi come latte e yogurt) che si possono consumare al giorno (2-3) mentre per i formaggi non si dovrebbero superare le tre porzioni settimanali. Esistono degli standard quantitativi per le porzioni per rendere tutto più preciso.
Il fatto è che le linee guida sono la summa di quel che si sa in questo campo e che soprattutto gode di consenso da parte di più scienziati. Non si tratta delle idee di una singola persona, ma di una forma di espressione delle conoscenze scientifiche attuali comprovate. Anche se ci sono ipotesi, magari fondate, che potrebbero portare a una revisione di queste linee guida, una eventuale modifica ci sarà solo quando queste ipotesi saranno state dimostrate e verificate e su di esse ci sarà il consenso della comunità scientifica.
Questo meccanismo assicura che alla popolazioni arrivino suggerimenti assolutamente sicuri e validi non tanto per il singolo caso ma in generale per l’insieme più ampio di persone.
[continua: nella terza parte la dieta speciale per l'atleta]
