Archivio per gennaio 2012
Buon 2012
Per augurare un buon 2012, l’editore Apogeo ha reso disponibile a capodanno l’eBook (formato ePub) 2012 e destino dell’umanità, un libretto di circa una settantina di pagine che non è altro che la trascrizione di una conferenza di Stanislav Grof sul tema calendario Maya-anno 2012.
Grof è uno psicologo ceco che ha lavorato negli Stati Uniti; ha incentrato la sua ricerca sugli stati alterati di coscienza prodotti con allucinogeni. Nella fattispecie, ha sperimentato con l’LSD, quando questo era ancora legale. Insomma, un personaggio che sarebbe andato a genio al compianto Steve Jobs, che riteneva gli acidi un utile mezzo per espandere le proprie percezioni e che usava chiedere, durante i colloqui d’assunzione ai primi tempi di Apple, quando l’ultima volta il candidato avesse fatto uso di LSD.
La personale visione della Via del Guerriero di chi scrive, a ogni modo, è che l’uso di droghe e sostanze psicotrope è comunque negativo (concordemente allo Zen). E se proprio fosse opportuno ricercare all’interno di quelle che Grof chiama stati olotropici (olo, dal greco holos, significa intero, ed è lo stesso prefisso usato nel termine olistico; tropici, dal greco trepein, che significa muoversi verso qualcosa o seguire la direzione di qualcosa), lo si dovrebbe fare attraverso altre modalità, come certi tipi di meditazione. Comunque, rimane da dimostrare che l’esperienza di questi stati sia utile e a oggi non risulta convergenza del resto del mondo scientifico verso le idee di Grof.
(Per inciso, nella già citata ricerca inglese sulla pericolosità delle droghe, dove al primo posto capeggiano le bevande alcoliche, all’ultimo posto, con una frazione del punteggio di queste ultime, è posizionato proprio l’LSD).
Qui non si vuole né avvallare le idee di Grof, né promuoverle. Maya, fine del mondo e 2012 sono argomenti che qui non interessano particolarmente. Il libro si muove tra ipotesi fantasiose e non dimostrabili nell’intento di tracciare una connessione un popolo estinto da centinaia d’anni e il futuro che ci apprestiamo a vivere. Questi elementi sarebbero sufficienti per chiudere il libro e passare ad altre letture, ma a un certo punto ho incontrato un passaggio per cui è valsa la pena scaricare il libro e leggerlo. La riporto integralmente, perché secondo me è una sintesi lucida e pienamente condivisibile:
È evidente che le nostre massime priorità in quanto organismi biologici sono aria, acqua e suolo puliti. Altre preoccupazioni, come profitto economico, armamenti militari, progresso scientifico e tecnologico, ideologie religiose, sono problemi secondari, che non dovrebbero occupare il primo posto rispetto a tale imperativo fondamentale. Non possiamo violare l’ambiente naturale in cui viviamo e distruggere altre specie senza danneggiare contemporaneamente noi stessi. Tale consapevolezza si basa sulla nozione pressoché biologica che i limiti nell’universo sono arbitrari e che ognuno di noi è, in ultima analisi, identico all’intera trama dell’esistenza.
In considerazione del fatto che in natura tutto si svolge a cicli e si basa su principi di valori ottimali, omeostasi e sostenibilità, la frenetica ricerca della civiltà tecnologica di crescita economica illimitata, sfruttamento di risorse non rinnovabili e aumento esponenziale di forme di inquinamento industriale ostili alla vita appare come una pericolosa e gigantesca follia. In biologia l’eccesso di calcio, ferro, vitamine, ormoni o anche di acqua non è migliore della carenza di tali sostanze, e la crescita illimitata è la caratteristica principale del cancro.
Buon 2012.
