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Né modesto, né arrogante
Il marchio di un vero eroe è l’umiltà. (Shifu – Kung fu Panda [cit])
Leggo sempre con interesse gli articoli pubblicati sul blog La Nobile Via del Guerriero, scritto da Roberto Sassone. Sono spesso fonte di ispirazione e di introspezione: spesso portano alla mia attenzione argomenti interessanti e il fatto di ritrovarli sul blog è un invito a tornare a meditarci, come una campana durante la meditazione zazen aiuta a riportarci al momento corrente.
Inoltre devo dire che condivido molto della sua visione della Via del Guerriero.
Un articolo recente elenca le qualità fondamentali del Guerriero secondo la sua visione: l’umiltà, la determinazione, la dignità e la gratitudine.
Di tutte mi interessa in questo momento la prima. È anche legata a mio avviso al concetto di illuminazione o risveglio. Entrambi questi concetti sembrano importanti anche per Sassone, dato che li ha ripresi più volte sul suo blog.
Scrive l’autore:
L’umiltà è la capacità di osservare se stesso sinceramente, nei pregi e nei difetti, senza inorgoglirsi dei pregi che sono dei doni che gli servono per compiere la sua azione nella vita, e senza mortificarsi dei difetti che sono lo stimolo continuo alla sua trasformazione. L’umiltà non deve condurre alla svalutazione.
Questo brano sottende l’importante concetto della giusta umiltà: la capacità di riconoscere i propri limiti, ma senza per questo svalutarsi. Essere positivi grazie ai propri punti di forza, senza che essi diventino uno strumento per gonfiare il nostro ego. Trovo difficile individuare il bilanciamento tra questi due estremi; è un equilibrio che spero di migliorare sempre di più sviluppando la consapevolezza. Detto con le parole di Lowen, una persona umile non è né modesta né arrogante.
Umiltà del Guerriero
D’altra parte, il rischio di dimenticare l’umiltà è molto facile, man mano che si fa esperienza, si imparano nuove cose e si superano i problemi. Gli obbiettivi che raggiungiamo ci dimostrano che abbiamo la possibilità di superare avversità e ostacoli. La soddisfazione che proviamo e la consapevolezza che acquisiamo possono essere utilizzati dall’ego per gonfiarsi. Ci può spingere a pensare di essere speciali, di essere meglio degli altri. E di avere qualche titolo per indirizzare gli altri, manipolarli e istruirli. Perché “solo noi abbiamo capito tutto della vita”.
Scrive ancora Sassone:
L’umiltà è la vera consapevolezza di ciò che siamo, senza demonizzare, né magnificare niente di noi. D’altra parte come potremmo pensare di essere speciali, se continuamente siamo a contatto con la fragilità, il conflitto ed il limite?
Evidentemente, se cadiamo nell’errore di dimenticare l’umiltà stiamo deviando dalla Via. La tentazione di pensare di essere speciali può essere molto forte ad esempio se pensiamo che le nostre realizzazioni siano qualcosa di eccezionale.
Onestà del Guerriero
Uno dei principi del Bushido è l’Onestà. L’onestà può essere intesa verso gli altri, ma anche verso sé stessi. Non si può pensare di prendere a modello il Bushido antico, tout-court, anche perché la traduzione in pratica di alcuni di questi valori forse andava bene per l’epoca, ma oggigiorno potrebbe non essere affatto appropriata (si pensi per esempio al seppuku). È possibile però pensare di ispirarsi a questi valori, ma secondo una filosofia morale più moderna.
Ancora dal blog La Nobile Via del Guerriero:
La spiritualità si persegue attraverso una ricerca umile e sincera che tiene conto dell’enorme ignoranza dell’essere umano. Ciò che fa di noi un guerriero è l’onestà con cui è capace di vedere se stesso senza inventarsi realizzazioni inesistenti. Il guerriero non è speciale, ma è vero e sincero, soprattutto con se stesso.
Ritengo che l’umiltà sia il riflesso dell’onestà intellettuale con la quale si guarda sé stessi. Senza onestà ci si inganna e si può pensare di aver ottenuto chissà quali raggiungimenti, dimenticando l’umiltà. Sassone parla anche dell’enorme ignoranza dell’essere umano, concetto che suggerisce anche un’altro aspetto: forse quello che abbiamo realizzato non è poi così eccezionale come pensiamo. Forse è la nostra piccolezza che ci spinge a supervalutare quel che abbiamo fatto. Dicono che l’ego è molto bravo a porre le sue trappole.
Il vero Guerriero
Come ho avuto modo di dire in un articolo precedente, la vera natura del Guerriero, nel mio modo di vedere, è quella del ricercatore. È un errore comune considerare il Guerriero come una persona realizzata o illuminata. Ed è ancora più grave se chi compie questo errore è una persona che sta percorrendo la Via.
Si tratta di una posizione condivisa anche da Sassone:
La mia visione del guerriero è molto disincantata e più volte ho insistito sul fatto che egli non è né un saggio, né tantomeno un maestro. Il guerriero è un ricercatore e può al massimo condividere la sua esperienza. In alcuni casi può anche dare delle indicazioni di massima, ma non è una guida spirituale.
E ancora:
Chi si proclama guerriero, sentendosi una specie di essere superiore, sta prendendosi in giro e sta alimentando il suo narcisismo. Il guerriero ha delle miserie, le vede tutte, ma non le giudica.
Man mano che si procede con la pratica di una determinata disciplina e si accumulano anni di esperienza, è facile che il nostro ego sia tentato di abbandonare l’umiltà. Nel Buddismo Zen esiste la parola shoshin, che significa mente e spirito di principiante. Ne ho una calligrafia appesa in camera, gentilmente donata da un amico. È l’atteggiamento mentale che dovrebbero avere tutti i praticanti di questa disciplina: quello di considerarsi sempre dei novizi. È un termine utilizzato anche nelle arti marziali giapponesi.
Il Guerriero e l’illuminazione
Spesso quindi si confonde il Guerriero con l’Illuminato, ma in realtà sono due cose diverse. Come scrive Sassone:
Ma il guerriero non è un saggio illuminato; è solo un essere umano che si è risvegliato dal sonno perpetuo in cui vivono molti altri uomini. Ha molta strada da fare e niente gli viene regalato, se non mette nella sua ricerca il suo intento costante.
Addirittura, sostiene anche che:
Il guerriero non mira nemmeno all’illuminazione, non ne fa uno scopo; addirittura non è interessato ad essa.
E ancora:
Il guerriero non cerca nessuna illuminazione. La sua aspirazione è essere vero ogni momento possibile della sua vita, e questa verità comprende soprattutto le sue contraddizioni e le sue incoerenze.
Considerarsi un illuminato è l’espressione ultima della mancanza di umiltà, oltre che un ottimo modo per ingannare sé stessi. Il desiderare di raggiungere l’illuminazione è un’illusione, che denota una errata comprensione della Via del Guerriero. Non è quello lo scopo.
Liberarsi dall’idea di aver qualcosa da raggiungere (l’illuminazione), concentrarsi sul bilanciare la propria umiltà, guardare le proprie miserie (senza dimenticare i propri talenti), non giudicare le proprie realizzazioni. Sono atteggiamenti che liberano le proprie risorse da falsi problemi, che invece possiamo investire in modo migliore, per osservare meglio noi stessi.
