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Dieta Mediterranea: un brand confuso

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Da molte parti ci viene detto che la Dieta Mediterranea è il regime alimentare che più di tutti ha dimostrato, nel corso di un lungo lasso di tempo, in tutti gli studi scientifici e in tutte le parti del mondo, di essere salutare per la salute umana (qui un recente aggiornamento). Ne abbiamo già parlato in passato, presentando l’ultima versione della piramide proposta dalle autorità e fornendo qualche elemento storico e di contesto. Ma evidenziando anche come la percezione del pubblico sia abbastanza distorta.

Cerchiamo di ricapitolare.

Il termine Dieta Mediterranea non è stato introdotto dai popoli del mediterraneo, ma dagli americani. La versione più conosciuta della dieta è stata presentata dal Dott.Willet della School of Public Health dell’Harvard University a metà degli anni ’90 [cit]. Fino poco tempo fa la piramide di riferimento per questa dieta, utilizzata anche in Italia, era un adattamento di quella realizzata negli Stati Uniti.

Dal novembre del 2009, con il rilascio di una versione della Piramide della Dieta Mediterranea prodotta da CIISCAM (centro interuniversitario di studi sulle culture mediterranee), anche l’Italia ha la sua (e anche la Spagna, dato che a CIISCAM aderisce anche un’università delle Canarie).

Possiamo considerare la piramide di CIISCAM come l’ultima versione di una tradizione di piramidi della Dieta Mediterranea, ancorché le diverse versioni siano state prodotte da Stati e autori differenti. Inoltre, questa Piramide realizzata in Italia è royality-free, a differenza di quelle statunitensi, mantenute dalla Oldways Preservation Trust, che offre materiale informativo a pagamento. Ed è anche un modo per rivendicare, con orgoglio nazionale, un prodotto culturale tradizionale che appartiene sicuramente anche agli italiani, dato che il noto Seven Country Study del Dott. Ancel Keys, che ha originato la definizione Dieta Mediterranea, è iniziato proprio nel Cilento. C’è da considerare, per dirla tutta, che la Dieta Mediterranea è anche molto simile alla Dieta di Okinawa, i cui abitanti condividono con le popolazioni del mediterraneo che si nutrivano nel modo tradizonale grossomodo gli stessi vantaggi di salute e longevità.

Per rafforzare ulteriormente il brand, la Dieta Mediterranea è stata recentemente proposta all’Unesco come patrimonio immateriale dell’umanità.

La piramide CIISCAM è prodotta in funzione degli studi moderni ([omissis] rivisitata all’insegna della modernità [cit]). Nella versione attuale: “È la prima volta che, alla base di una piramide, vi sono cereali, verdura e frutta, cioè alimenti di origine vegetale” [ibidem]. Assistiamo inoltre all’introduzione della frutta a guscio e altri aggiustamenti, come la rivalutazione dell’importanza delle spezie: dimostrato che il consumo eccessivo di sale favorisce l’ipertensione è stato semplice riprendere dalla tradizione culinaria elementi ad esso sostitutivi (aglio, cipolla, spezie).

Oggi siamo alla versione 4 della Piramide, come si evince dall’ultima figura di questa pagina. Non mi è stato possibile reperire le versioni precedenti per fare un confronto.

Linee guida, piramidi, diete

In Italia, le autorità (INRAN) non propongono alla popolazione la Piramide della Dieta Mediterranea, ma piuttosto una serie di linee guida che costituiscono il consensus di diversi esperti sul tema della nutrizione. INRAN ritiene a ogni modo che le linee guida siano la Dieta Mediterranea, ancorché questo termine non sia citato all’interno del documento.

In altre parole, la Dieta Mediterranea è importante, molto nutrizionisti la ritengono la migliore, ma non è nominata delle linee guida italiane, forse perché ai redattori sembrava ovvio, implicito. Ma il termine Dieta Mediterranea non è presente nel testo. C’è solo un vago riferimento alla “tradizione mediterranea”, peraltro solo nel capitolo legato all’alcol.

Inoltre, la Piramide CIISCAM è diversa dalla Piramide Alimentare Italiana, un’altra risorsa ufficiale proposta dallo Stato e sviluppata dall’Istituto di Scienza dell’Alimentazione, Università “la Sapienza” di Roma. Un’altra piramide che dovrebbe essere adottata ufficialmente dal cittadino del suolo italico.

Infine, la piramide viene modificata nel tempo, quindi è necessario tenersi aggiornati. Questo significa anche che un’indicazione che prima appariva corretta potrebbe essere cambiata in una successiva revisione: nulla di strano e non è mancanza di coerenza, si tratta del normale progresso della scienza. E la Dieta Mediterranea è insieme storia e modernità. Inoltre, c’è da considerare che in questo caso sono cambiati gli autori (le prime versioni della Piramide erano statunitensi, mentre dal 2009 ne abbiamo una italiana-spagnola).

Insomma, attorno alla Dieta Mediterranea c’è certamente un po’ di confusione. Non esiste un documento ufficiale (dei nutrizionisti di Stato, per esempio), intitolato magari “Specifiche della Dieta Mediterranea”, con definizione, linee guida, piramide, suggerimenti e quant’altro legati a questo regime alimentare. Forse questa aspettativa è legata più a una mentalità ingegneristica, che “medica”. Ma nell’era di Internet, dove le persone utilizzano questo strumento per informarsi in modo autonomo potrebbe sicuramente essere uno strumento utile per fare chiarezza.

PS: come approfondimento si può leggere questo interessante articolo del blog Alimentazione Naturale (che però risale a due anni fa circa) dove sono messi in evidenza i limiti del brand Dieta Mediterranea.

[continua]

Scritto da Max

27 ottobre 2010 alle 6:00 am

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